FEDERICA POLETTI

Bio :

I was born in Modena in November 1980.

Degree in visual arts at the Academy of Fine Arts in Bologna in 2005. I took part in numerous group and solo exhibitions in private galleries and public events.


"Federica Poletti è nata a Modena nel novembre dell’80.

Si laurea in arti visive all’Accademia di Belle Arti di Bologna.

Tra il 2016 e il 2018 è cofondatrice di StudioMina, esperienza che le permette di confrontarsi con molti artisti e promuovere lei stessa progetti curatoriali.

Dal 2015 è protagonista di diverse mostre personali da Berlino alla stessa Modena, città in cui vive e lavora. E'presente in diverse esposizioni collettive in Italia e in Spagna da Barcellona a Malaga.

I suoi lavori sono stati selezionati per l’edizione del 2019 del Festival della Filosofia di Modena, e sempre in quest’anno è stata finalista al Premio Nocivelli e Combat Prize, partecipa alla residenza artistica Amaneï, e a Selvatico [14]."








ITA:


Soffocata,nascosta, isolata. L’umanità dipinta a olio da Federica Poletti è quasi sempre femmina, quasi sempre ritratta in quel delicato e potente passaggio che si instaura fra l’intimo inconscio e la realtà. Resta sottratta alla vita oltre che alla vista. Sono autoritratti collettivi: il suo volto, nascoso da coperte, indumenti intimi o parti anatomiche di animali morti, è quello di tutte le donne e di nessuna in particolare. Antiritratti, come l’artista stessa definisce i suoi dipinti, in cui si intuisce senza troppa difficoltà tutta l’angosciante inadeguatezza dell’essere umano che si nasconde dietro stratificazioni manipolate di dolore, ansia e fragilità. Le letture possibili sembrano non esaurire il loro potenziale evocativo. Non si tratta semplicemente del desiderio di non essere visti dal resto del mondo quanto della volontà di sospendere il nostro stesso atto di guardare. Questa azione sovversiva di coprirsi il capo con la prima cosa che si ha a portata di mano ricorda quei giochi d’infanzia dove il personaggio era qualcosa che rivestiva il nostro corpo in modo superficiale e assieme profondo. La via di fuga è sempre stata necessaria, inevitabile e ben tracciata: si trova proprio sotto a quegli stracci ammassati. L’artista disegna un percorso duplice e contraddittorio che oscilla fra i poli opposti di un allontanamento volontario e obbligato. La società contemporanea vince sul corpo della donna, la sua mente è intrappolata nei vizi e nei cliché imposti o, al contrario, da una grande consapevolezza della propria condizione, nasce questo desiderio ossessivo di coprirsi al mondo per non essere costrette a guardarlo troppo da vicino. Basta una coperta per tenerci al riparo dal tutto, ma questa stessa coperta ci obbliga a un dialogo forzato con noi stesse: un combattimento senza soluzioni possibili.La solitudine, come una maschera archetipica, resta forse l’unica risposta.Federica Poletti traccia un’anatomia che lavora sull’idea dell’accumulo,dell’aggiunta di parti estranee all’abitudine di un corpo.In bilico tra frustrazione, rabbia e sottomissione l’artista trasforma l’ansia aggressiva dei suoi soggetti in una forma poetica e immobile.


ENG:

The "anti-portraits" of Federica Poletti are a series of oil paintings on canvas that show faces hidden by masks created sometimes with objects of common use in the act of hiding, behind color, form, material as anxious visions that deform the image and look.Paranoia , symbolism and transmutation are the elements that characterize the art of Federica Poletti. The main subjects of her works are modern archetypal and solitary figures that arise from the contamination between the unconscious intimate and the ineluctable reality that are mixed in the daily life of each of us. Her passage from the analysis of facial features to covering the face itself seems to follow humanity in its process towards "a necessary escape". Her characters are constantly poised between frustration, anger and submission (undisputed symbols of inner discomfort that often afflicts man, but above all women, in society). These figures are full of empathic energy capable of breaking down the wall of the two-dimensionality of painting, creating a deep and distressing message, like a fist in the stomach to the reality that hides beneath the surface, its true face. Through this kaleidoscope of creativity and art, Federica Poletti breaks the mask of reality created by man in search of his true appearance. While analyzing human nature, Federica acts as an anatomist of the improvised soul in an attempt to expose the spirit, revealing to man his frustrations, the weight of his desires and the link to his difficulties. These iconic and solitary women are able to exorcise reality and bring it to a new revealed dimension.




"My research is unconscious and influenced, in a completely evocative way, by what happens in the inner theater of my thoughts: my work is inspired by the concept of identity and body as a physical and heavy means of expression of what happens in each one intimately, my means of expression has evolved into painting, drawing and ceramics.I currently live and work in Modena, Italy "




Solo


2019_LIMEN , CONFINI, a cura di Rossana Calbi , Spazio Urano , Roma

2017 _REMEDIES, 360 Festival della Creatività Contemporanea , a cura di Camilla Mineo , Antica Farmacia San Filippo Neri, Parma.

2016_ANTIPORTRAIT, Nomad Gallery & s. Berlin,Germany .

2016_L'ESERCIZIO, doppia personale con Simone Pellegrini, Mina Studio, Modena.

2015_PASSAGGI DI LUCE, Festival della Filosofia / Eredità at Artekyp Openstudio, a cura di Francesca Baboni, Modena.

2015_HOMO HOMINI LUPUS ,Silmar Art Gallery,a cura di Andrea Saltini, Carpi.

2014_QUADRILEGIO , Alphacentauri Artgallery, Parma.

2013_WUNDERKAMMER ,Alphacentauri Artgallery, Parma.

2014_CHIMIRA/CHIMERA ,Spazio Gerra, Reggio Emilia.

2010_HOLY GHOST ,Magazzini Criminali, Sassuolo.

2007_VENIDA EN CARNE MORTAL,Galleria42, Modena.

2006_CORPO A CORPO ,Sala Delle Colonne, Modena.

2005_BORDERLINE ,Corte delle Giare, Parma.

2005_DIARIO 1995/2005 ,Cafè del Teatro, Modena.




Collective

2019 _HUMAN TOUCH _ N.I.C.E project, a cura di Laura Pieri e Paolo Lolicata , Paratissima, Torino.

2019 _ SELVATICO [14]_Atlante dei margini , delle superfici e dei frammenti _ Museo Civico San Rocco ,a cura di Massimiliano Fabbri, Fusignano ( RA)

2019_ KEYHOLE _EL PUNTO ROJO Gallery _Murcia

2019 _ B.I.G. Barcelona International Gallery award , Cage Gallery , Barcellona.

2019 _NELLA MENTE DI CHI GUARDA , Festival della Filosofia,a cura di Alessandro Mescoli , Modena

2019 _PREMIO NOCIVELLI , Chiesa della Disciplina _Verolanuova , BRESCIA

2019_COMBAT PRIZE ,Museo Civico GIOVANNI FATTORI - Livorno

2019_ ASSENZA PRESENZA ,Palazzo Malmignati ,a cura di Giorgia Bergantin , Rovigo

2019 _UNA STANZA TUTTA PER SE, a cura di Rossana Calbi,Amanei ass.culturale , Isola di Salina , Eolie

2019_ABECEDARIO _Galleria San Ludovico ,a cura di Alessandro Canu, Borgo del Parmigianino, Parma

2019 _SORORIDAD_Galeria Léucade , Murcia, Spain

2019_GROUP SHOW - Fumogallery,Multi.me, Mantova

2018_CERAMICA CONTEMPORANEA - NUOVI MAESTRI ,a cura di Alessandro Mescoli ,Castello di Levizzano Rangone ,Modena

2018/2019_Resilienza,PROGETTO OFFICINARS, Museo Archeologico di Nola ,Napoli

2018_68/REVOLUTION, MEMORIE, NOSTALGIE, OBLII,Pinacoteca Comunale Carlo Contini , Oristano

2018_NATURA , 360 Festival della Creatività Contemporanea, EX SCEDEP , Parma (2018 )

2017_QUADRILEGIO , Spazio Simona Manfredi, Parma

2017_ACROMIE, Festival Filosofia , Mina Lab, Modena

2017_SOLITUDINI ,Sestriere Castello, Venezia

2017_RUMORE, 360 Festival della Creatività Contemporanea at Antica Farmacia San Filippo Neri, a cura di Camilla Mineo e Chiara Canali ,Parma

2016_COMBAT PRIZE, Mostra dei finalisti presso Museo Fattori, Livorno

2016_Fumogallery Artists at Galana Studio Arte, Mantova

2015_L’UOVO E LA CROCE at Paggeria Arte Palazzo Ducale, Sassuolo

2015_NOCTURNA at Palazzo Pallavicino, Parma

2015_WE MEAN WOMAN at Officina delle Arti, Reggio Emilia

2015_VANITY FAIR , Ex Palazzo delle Orsoline / Fidenza

2015_WATERPROOF ,Univela Hotel Garda, a cura di Francesca Baboni, Campione del Garda

2015_FOUR SMALL , La Rana Rossa Gallery, a cura di Ersilia Sarrecchia ,Latina

2014_GIUDITTA , Museo Villa Baruchello, Fermo

2014_QUADRILEGIO IDEA NATURA , ArtGallery Alphacentauri,Parma

2013_CHI GUARDA TROPPO LA LUNA SI AMMALA , Magazzini Criminali, Sassuolo

2013_GALVANIZE ,Silmar Art Gallery, Carpi

2013_CORPI SENZA ORGANI , Cayce’s Lab, Modena

2013_IL SANTO E LE FRECCE ,Paggeria Arte Palazzo Ducale, Sassuolo

2013_CORPO A CORPO ,Hangart Gallery, Pavia

2013_IERIANCHEDOMANI,Galleria42, Modena

2012_STELLE SANTI COSE PREZIOSE ,Cayce’s Lab / Modena

2011_LIBERI TUTTI , Magazzini Criminali, Sassuolo

2010_WALK OF ART , Magazzini Criminali, Sassuolo

2009_ARTEFATTO ,P.zza Unità d’Italia, Trieste

2009_”….se il nostro cranio in futuro tendesse a calare di peso e fosse più pieno di sogni (che sono leggeri) che di nozioni, e se il nostro glenoide scapolare diventasse più grande potremmo finalmente volare, tutti, e incidere così i nostri graffiti nel cielo ed avere un dominio del potere veramente immenso.“ , ArtGallery Alphacentauri Palazzo Pallavicino, Parma

2001_FUORI! , SETTE GIOVANI ARTISTI a cura di Andrea Chiesi ,ArtGallery Spazio Fisico, Modena


Prizes

 


  • 2018_Premio OfficinARS - “Durante e dopo: Resilienza”, Villa Sistemi Reggiana , Reggio Emilia
  •  2019_PRS PARATISSIMA ART TALENT PRIZE _Paratissima Milano , Fabbrica del vapore , Milano


  Site Specific




  • 2017_Metamorphosis// installazione in ceramica , sangue , e ossigeno,Innesti sul sacro, Pas Pasa Pan ,Giornata del      Contemporaneo  , Museo Civico, Galleria Estense, Modena.
  • 2017_ADAM&EVE project,Innesti sul sacro , Museo Civico, Galleria Estense, Modena.
  • 2016_Prayers ,Paesaggi culturali, Notte Europea dei Musei , Musei Civici Reggio Emilia.
  • 2019 _ Una stanza tutta per sè, residenza artistica presso AMANEI , Associazione Culturale , Isola di Salina , Eolie , a cura di Rossana Calbi, promossa da Parione9  Art gallery.
  • 2019_ ASSENZA PRESENZA ,Palazzo Malmignati , Rovigo , durante week end del F.A.I.





Fairs

2018_Affordable Art Fair , Superstudio Più, courtesy Cubo Gallery (Parma), 26/ 28 January , Milan.

2018_Paratissima Art Fair / Bologna,Italian Institute of Art and Design, 2/4 February, Bologna.

2019_Paratissima Art Fair / Milano,Fabbrica del Vapore, 9/14 Aprile, Milan.

2019_Keyhole Art Fair / Malaga ,Hotel Petit Palace ,Plaza Malaga , Malaga , Spain.

2019_Paratissima Art Fair / Torino, Ex Caserma Artiglieria , 30 _10/3_11 , Turin.







Texts

_Curatorial text , Rossana Calbi , LIMEN ,Spazio Urano , Roma - 2019

"La decisione di combattere per ciò che è giusto esige che ci tagliamo fuori da ciò che è sbagliato.*"

Il limite è questo.
Parto dalla fine, non devo dimostrare nulla, devo solo guardare lo specchio e non coprirmi dalla verità, devo solo evitare di omettere a me stessa l’impegno che devo avere. Il motivo per cui devo è perché non l’ho fatto prima, perché ho finto che non fosse necessario, ho supposto che il mio lusso fosse la trascuratezza nei confronti dell’altro, ho deciso che avrei potuto farlo dopo, che avrei avuto tempo, e mentre mi coprivo gli occhi, cercavo la bellezza. È stata questa che mi ha riportato ai miei doveri: i lavori di Federica Poletti mi hanno riportato a me stessa, e al limite che ho di fronte a quello che sono.

Federica Poletti ti mostra quanto sia difficile nascondersi a lungo, lì di fronte alla copertura dell’essere siamo allo specchio, vediamo cosa facciamo non cosa pensiamo di fare. Lì, Federica Poletti ci mostra il limite del nostro fare che si ritorce solo su noi stessi in una miopia feroce che ci fa sbattere contro una parete di bugie che ci piace raccontarci. Sulle tele Federica Poletti rappresenta come copriamo la nostra anima, il nostro sentire e come rifiutiamo la verità. I soggetti dell’artista modenese non ci guardano, non ci chiedono nulla, ma ci obbligano a una risposta. Ci sentiamo obbligati perché finalmente siamo di fronte a quello che ci tacciamo e dobbiamo scegliere, perché è in base a cosa rinunciamo che ci possiamo definire.
L’arte non può essere accomodante, deve per forza darti uno schiaffo, l’arte consolatoria ci ha mentito: ci ha detto che tutto andava bene, che tutto poteva essere nascosto, che sotto quel tappeto avremmo potuto metterci qualsiasi cosa, lo ha fatto perché potessimo dormire tranquillamente mentre ci soffocavamo con le nostre stesse mani.
Il limite è stato superato da tempo, ci hanno mentito e noi lo sapevamo, e abbiamo voluto che fosse così perché in fondo ci faceva comodo.

Il limite è la scelta e lo possiamo superare, ma possiamo anche fare dei passi per recuperare il terreno, possiamo a dobbiamo scegliere di liberarci dalla finzione, possiamo svelarci: abbiamo una scelta.


* Jonathan Safran Foer, Possiamo salvare il mondo prima di cena. Perché il clima siamo noi, Salani Editore, Firenze, 2019.



_Curatorial text , J.Scott Stratton , RESISTANCE , BLACKLISTED Copenhagen -2019

ENG:

"In doing this interview, Federica Poletti free admitted that her work is not actively resistant. There is a subtly to the symbolism at work in her paintings, which transcends the singular subject of ‘opposition.’ Her work allows the viewer to see the emotion of the subject in a more subjective way. Is the person defying the gaze of the viewer by obscuring their face? Is the person trying to hide in anonymity? Is the subject creating a barrier of safety between themselves that the viewers gaze? Depending on the emotional state of the individual looking at Poletti’s paintings, the perception of the subject in the painting changes.

What I find both fascinating and impressive about Poletti’s works, is the way she has imbued her paintings with emotional moods which supersede her obvious technical skill. I find, that with many painters trained in the techniques of realistic portrait painting, the technical mastery begins to overshadow the intrigue of the subject. Lighting, color, and attention to detail take precedence over whether the subject or composition is even interesting. If you disagree, go ahead and Google realism portrait painting and you’ll find page after page of boring, yet technically detailed, tutorials on how to achieve this.

But I digress. In Federica Poletti’s work, there is a sense of emotion that permeates off the pieces. Yes, she is technically skilled, but that is an after-thought. Similar to the works of Volkano, who we spoke with back in 2017, Poletti lets the shrouding of the human subject’s face tell a story.

In a world where it is becoming near-impossible to remain anonymous, Poletti’s description of her “women” in her paintings, and the emotional power that she is imbuing them with by trying to remain hidden raisin.

Looking across the oeuvre of Federica Poletti’s numerous portraits, all of which have the subjects face obscured or altered, it becomes clear that Resistance is to narrow a subject to define the vastly subjective emotional weight that each painting carries. While the ‘human’ is often shrouded in Poletti’s work, the vast complexity of the ‘human condition’ is unmistakable."

ITA:

"Nel rilasciare questa intervista, Federica Poletti ha ammesso che il suo lavoro non è attivamente di resistenza. Nei suoi dipinti è in atto un sottile richiamo al simbolismo, che trascende il soggetto singolare dell'"opposizione". Il suo lavoro permette allo spettatore di cogliere l'emozione del soggetto in modo più soggettivo. La persona si sta sottraendo allo sguardo dello spettatore oscurandosi il volto? La persona sta cercando di celarsi dietro l'anonimato? Il soggetto sta erigendo una barriera di sicurezza tra sé e lo spettatore, che lo fissa con lo sguardo? In base allo stato emotivo dell'individuo che osserva i dipinti della Poletti, cambia anche la percezione dell'oggetto nel dipinto.

Ciò che trovo affascinante e sorprendente nelle opere della Poletti, è il modo in cui ha impregnato i suoi dipinti di stati emotivi che soppiantano la sua evidente abilità tecnica. Ritengo che in molti degli artisti formatisi con le tecniche pittoriche del ritratto realistico, la maestria tecnica inizi a mettere in ombra il fascino intrigante del soggetto. Luce, colore e attenzione al dettaglio hanno la precedenza perfino laddove il soggetto o la composizione si fanno interessanti. Se non siete d'accordo, digitate su Google ritratto realistico e troverete pagine su pagine di noiosi tutorial, seppur dettagliatissimi dal punto di vista tecnico, su come ottenere tutto questo.

Nell'opera di Federica Poletti, c'è un senso di emozione che permea ogni quadro. Sì, è dotata di grande tecnica, ma questo pensiero arriva dopo. Analogamente alle opere di Volkano, delle quali avevamo parlato nel 2017, la Poletti lascia che sia il velo posato sul volto del soggetto umano a raccontare una storia.

In un mondo dove sta diventando quasi impossibile restare anonimi, la descrizione che la Poletti fa delle "donne" nei suoi dipinti, e il potere emozionale di cui le permea cercando di restare nascoste, spicca e si sa distinguere.Osservando i numerosi ritratti di Federica Poletti, nei quali i volti dei soggetti sono tutti oscurati o alterati, risulta charo che Resistenza significa restringere un soggetto per definire il peso emotivo fortemente soggettivo che ogni dipinto porta con sé.Se l'"umano" è spesso velato nell'opera della Poletti, la vasta complessità della "condizione umana" è inequivocabile."



_Curatorial text , Valerio Dehò , Pas Pasa Pan ,Galleria Estense Museum , Modena - 2017

"Il tema della metamorfosi fa parte della storia della cultura occidentali, il
cambiamento per noi è vita, sviluppo, progresso. Il lavoro di Federica Poletti
attraversa gli stati della materia, passa dall’organico all’inorganico, dal solido al
gassoso: lo spirituale è un’ascesa verso l’oltre, dove il corpo perde ogni peso e tende
a rinascere in modo diverso e nuovo, alla ricerca di un’essenzialità che è
transumanare ma anche ritrovarsi
"


_Curatorial text , Francesca Baboni & Stefano Taddei ,Passaggi di Luce , Artekyp Gallery , Modena - 2015

"Federica Poletti mette in scena una peculiarità dell'ereditare che non ha nulla di materiale o di strettamente legato alle cose. Nei disegni, tutti realizzati a grafite ed inchiostro nero, con un segno incisivo eraffinato, si serve della simbologia legata alla geometria sacra e alla concezione cosmica del divino per raccontare la sua personale visione genitoriale che si collega alle imprescrutabili leggi dell'Universo,sebbene non ci sia alcun afflato religioso nelle figurazioni dell'artista, poiché i simboli che appaiono accanto alle figure divengono emblemi laici del racconto dell'umanità, viatici di energia karmica in un percorso rivolto verso l'infinito e un avvenire ricco di sorprese. Segni mistici lasciati dal destino che vanno a compiere la costruzione formale dell'opera e che l'artista utilizza come un linguaggio filosofico funzionale alla definizione del soggetto, estrapolandoli dal dogma senza farne portatori di un messaggio religioso, come la svastica sulle mani che si protendono verso le spettatore, qui nel suo significato originario induista di luce nascente, l'aurelola sulla testa della neonata, i triangoli che alludono ad un'ipotetica quanto irraggiungibile perfezione, o l'occhio sacro che osserva dall'alto i componenti della famiglia.[...]Nei dipinti, ad olio e a tecnica mista, ritorna come una sorta di fil rouge il colore verde, a volte come traccia puramente estetica e divertente come quando fuoriesce dalla bocca dei neonati, altre volte come elemento di sbarammento e di inscatolamento della figura, mentre i vettori diventano una corona nella testa della figlia quasi a volere indicare la sacralità di un'infanzia da proteggere e il metatron che rcchiude i cinque soldii platonici rimane imprigionato nel nero come un futuro pieno di incognite.
Una visione dunque laica ma mai pessimista, al contrario pregna di speranza e di misticismo, che non lascia posto ad alcuna ambiguità. Federica Poletti costruisce il suo mondo di vettori e raggi misteriosi che portano ad una seconda lettura attorno alle figure che vi orbitano attorno, quasi a volere creare un linguaggio primordiale cosmico, un alfabeto che si delinea attraverso la decifrazione di un codice sotterraneo e segreto, così com'è a volte incomprensibile lo stretto legame viscerale tra madre e figlio, un cerchio protettivo che fa prendere le distanze dal resto per nutrirsi della propria energia fautrice di luce"


_Curatorial text ,Andrea Saltini ,Homo Homini Lupus ,Silmar Art Gallery , Carpi, Mo - 2015

"Federica Poletti con le sue opere indaga l'emozione , la sofferenza , la gioia , il sudore , la fatica e la passione , l'odio, la vergogna , l'invidia e la bellezza umana ....L'infelicità come condizione ineliminabile per conservare l'organizzazione sociale .Questi dipinti ci ricordano che " ognuno di noi è un lupo , anche nel più alto , nel più aggraziato degli intenti " , nell'inconscio , dal latino inconscius , negativo di conscius, consapevole .Una conflittualità perpetua tra dentro e fuori , santità e dannazione , istinto e grazia , legge e anarchia . Sono dipinti dai quali possiamo percepire le infinite sfumature ,la demistificazione tra valori terreni e valori morali . Forse l'intera natura è Spirito inconscio , che attraverso l'uomo raggiunge la coscienza (?). Federica Poletti utilizza immagini , buio , simboli iconografici , dark and historical references , per mostrare e (ri)definirire controlli sociali e morali, la loro natura spesso distruttiva , per indurci a riflettere su cosa e su chi rischia di compromettere la sopravvivenza stessa della società di oggi. In queste opere di certo si evince una Bellum omnium contra omnes , guerra di tutti contro tutti . Tutto il resto è congettura . "


_Curatorial text ,Chiara Messori , Chi guarda troppo la luna si ammala ,Magazzini Criminali Gallery , Sassuolo, Mo - 2013

"I pittori antichi dipingevano secondo “un’ideale di santità”, quello che fa la Poletti è proporci un nuovo, suo ideale, che travalica i confini di ciò che è comunemente inteso come sacro per contaminarsi con la mitologia, la natura, le scienze antropologiche… perché è proprio all’antropos , cioè dall’uomo,che l‘artista vuole partire. La sua è una visione contemporanea, la Poletti guarda alla lezione degli antichi, ai libri di anatomia, alla figurazione dei contemporanei, alla filmografia, e si nutre di tutti questo risucchiando però solo ciò che attrae i suoi sensi per poi “vomitarcelo addosso”, riempiendo la tela. La forza di questa figurazione sta nella violenza e nella dolcezza che si contaminano in queste opere “caoticamente in equilibrio” secondo il concetto, espresso all’Adorno, per cui “il compito dell’arte è mettere caos nell’ordine”. Quella a cui auspica la Poletti è una vocazione alla bellezza non misurabile, rara perché fuori dal comune ed eterna perché caratteristica di una società e degli uomini che la compongono."


_Curatorial text , Luiza Turrini , Holy Ghost, Magazzini Criminali, Modena - 2010

"Tubature del cuore. Trachee cigliate. Occhielli dei denti in trasparenza lungo la linea del sorriso. Anatomie. Nell’opera di Federica Poletti il corpo diviene ricettacolo del sacro. Una divina macchina, che esibisce le sue componenti. Affiancate da appunti scritti in una lingua impossibile, come dalla mano di un demiurgo che progetti le sue opere: una nuova umanità, scura e santificata. Ma le scritte sono un falso, non significano nulla. Il demiurgo non esiste. Sak, la radice indoeuropea del termine sacro, indica qualcosa a cui è stato conferito un valore di realtà. Una realtà radicale, più reale del vero, totalmente altra rispetto alla realtà profana. Pan è morto, Cristo è risorto, Dio è morto di nuovo. Tutti i suoi sostituti, i paradigmi unificanti della ragione, del marxismo, dello spirito, sono caduti. Consumismo ed edonismo di massa stanno vacillando sotto i colpi della recessione. Che cosa rimane?Il nostro corpo, in quanto unico e insostituibile, costituisce una frattura, un’alterità rispetto al resto del mondo. E il sacro deve essere necessariamente altro rispetto al profano. Il nostro corpo è sempre altro rispetto al canone del corpo imperante. Quel canone fatto di perfezione, limatura del difetto individuale, essenzialità di carne e muscoli. Il canone che, a ben guardare, rientra nei codici delle ultime deità, l’edonismo e il consumismo. Perché è un corpo che si compra, a suon di diete, trattamenti estetici, chirurgia plastica e virus inoculati sottopelle. Tutti gli altri corpi, quelli imperfetti, sovrappeso, oltre la soglia della gioventù, sono corpi eretici. L’eresia costituisce sempre il picco più alto della santità. I corpi della Poletti sono sporcati, bruciati, ossidati da interventi sulla superficie delle tele, spesso deformati nelle proporzioni dalle ombre dell’acquerello. Nonostante la nudità, non sono dei corpi erotici. L’estasi delle labbra dischiuse, o delle palpebre abbassate, è sempre uno stato ipnotico, imparentato con la narcosi. Con uno stadio metamorfico di sonno e sogno. L’unica figura fuori da questa condizione di torpore è un arcangelo Gabriele assolutamente androgino, raffigurato nell’atto di urlare brandendo un coltello. Le aureole, i soggetti e le posture iscrivono il ciclo all’interno dell’iconografia religiosa. Il corpo sacro è sempre stato un corpo al limite. Di regola al limite del dolore e della morte, come quello del Cristo o dei martiri, ma anche al limite della coscienza e delle regioni del piacere, come quello di Santa Teresa, di Santa Maddalena de’ Pazzi, e di tutti i santi visionari. Se per superare il limite è necessario intraprendere la strada della trasgressione, i santi dormienti o furiosi della Poletti trasgrediscono la legge dell’opacità dei corpi. Mostrando le intelaiature dello scheletro, i grappoli degli organi, i piccoli ospiti in attesa di nascere. I labirinti delle viscere. Gli incastri dorsali delle vertebre. Ciò che sta dentro non dovrebbe essere visto.La legge dell’opacità del corpo diventa la legge dell’opacità della mente e del desiderio vero. I santi della Poletti sono santi eretici, che attraverso le pastoie del sonno cercano di raggiungere la vera natura dei loro desideri più autentici, dimenticati a causa di Dio"


_Curatorial text , Andrea Chiesi , FUORI ! ,Spazio Fisico Gallery , Modena - 2004

"Di giovani artisti si sente sempre parlare e sempre più spesso. Ogni
stagione le riviste di tendenza sfornano almeno un centinaio di nuove
promesse e potenziali talenti. In pochi resistono. C’ è una mortalità
altissima nel mondo dell’arte contemporanea, basta prendere una di
queste riviste di cinque anni fa e vedere chi è rimasto. Il cosidetto
sistema dell’arte è una macchina tritacarne, un moloch che richiede
vergini da sacrificare. Alla domanda: cosa consiglieresti a un giovane
artista, la risposta più opportuna è: smettere. Così se non era convinto
comunque si salva. E se è convinto trova la forza per andare avanti e se ci
riesce, bene, altrimenti comunque ci ha provato.
Questi sette ragazzi sono artisti giovani (non giovani artisti). Sono
inquieti, altrimenti non li avrei scelti. Stanno frequentando l’Accademia
di Bologna ed è un fatto curioso perché io in quel luogo non ci ho mai
messo piede. Sono bravi, hanno testa, talento e voglia di uscire FUORI.
Disegnano, dipingono, fotografano, realizzano video in un modo che mi è
piaciuto. Chiedono spazio e di essere visti. Guardate, guardate, guardateli.
Eccoli."








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